Siglato l'accordo per una pesca sostenibile nel Mediterraneo

Dal 2015 la nuova politica comune della pesca (PCP) ha alla base l’idea di poter avere una pesca e un’acquacoltura sostenibile sul lungo termine dal punto di vista ecologico,economico e sociale.

La PCP si articola in quattro settori: gestione della pesca, politica internazionale, mercati e politica commerciale e finanziamento della politica della pesca.

Per quanto riguarda la gestione della pesca, alla base della nuova PCP vi è il principio del massimo rendimento sostenibile (RMS), ovvero la definizione della quantità massima di pesce catturabile per un tempo indefinito senza danneggiare lo stock ittico. I vari RMS variano da pesce a pesce e vengono stabiliti secondo pareri scientifici.

Laddove nella politica comune della pesca è stato introdotto ed applicato il concetto dei RMS, si sono verificati miglioramenti negli stock ed una diminuzione della pesca eccessiva, in linea con la tutela dell’ambiente marino.

Un caso a parte, nonché preoccupante, è rappresentato dal Mar Mediterraneo, dove la pesca eccessiva è la norma: su 97 stock, il 91% è sottoposto a sfruttamento eccessivo ben oltre le soglie dei RMS. In particolare, le specie più interessate da questo fenomeno sono nasello, triglia, gambero rosa, sardina e acciuga.

Sempre per quanto riguarda la gestione della pesca, con il 1 gennaio 2015 è arrivata un’altra importante novità: Il regolamento comunitario Omnibus.

 

Tale Regolamento, ha introdotto novità in materia di rigetti ed obbligo di sbarco in particolare per  le catture delle specie: acciuga, sardina, sgombro, sugarello; effettuate con i sistemi cianciolo e volante.

 

Gradualmente dal 2015 al 2019, quindi, entra in vigore l’obbligo di sbarco per la pesca commerciale nelle acque europee. Questo significa che avrà fine la pratica dei rigetti in mare delle catture indesiderate, vive o morte: tutte le catture dovranno essere sbarcate e conteggiate nei contingenti. Un cambiamento che, per quanto riconosciuto come necessario per una pesca sostenibile, non è stato ben accolto da tutti.

Novità e problemi quindi della nuova PCP, con il difficilissimo compito di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire uno stile di vita adeguato ai pescatori europei e il bisogno di assicurare la tutela dell’ambiente marino.

 5/06/2015

Riferimenti:

·        legapesca.coop

·        Rivista di affari europei (rivistaeuropae.eu)

·        magazine.expo2015.org

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