Giornata Mondiale della Salute 2015

- Dalla fattoria alla tavola, rendiamo il cibo sicuro -

“Quanto è sicuro il cibo che mangi?”

E’ con questo interrogativo che si è aperta la 67esima Giornata Mondiale della salute istituita il 7 aprile 1948 dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il tema scelto dall’edizione 2015 è la sicurezza alimentare e non poteva essere altrimenti se si pensa che, secondo i dati raccolti nel mondo dall’Oms, da un’analisi del solo anno 2012 risultano 582 milioni i casi di malattie di origine alimentare più o meno gravi e che hanno portato a 351mila decessi.

La maggior parte sono stati causati dal Salmonella Typhi (52mila morti), Escherichia Coli (37mila) e norovirus (35mila).

Il 40% delle persone colpite ha meno di 5 anni. Oltre ai bambini, i più vulnerabili sono gli anziani e le persone malate.

Nuove minacce per gli alimenti che consumiamo emergono costantemente: cambiamenti nei metodi di produzione di alimenti, di distruzione e di consumo; cambiamenti dell’ambiente; nuovi ed emergenti agenti patogeni; resistenza antimicrobica; aumento dei viaggi e degli scambi internazionali che aumentano la probabilità di diffusione di infezioni e contaminazioni.

Per questo motivo l’Oms, che mira a favorire la prevenzione globale, il rilevamento e la risposta alle minacce per la salute pubblica collegate agli alimenti a rischio, è assolutamente convinta che sia necessaria una campagna di sensibilizzazione ed educazione alimentare che illustri le misure minime di igiene nel maneggiare preparare e consumare i cibi.

Secondo quanto sostenuto dal Ce.I.R.S.A i governi dovrebbero fare della sicurezza alimentare una priorità di salute pubblica, in quanto svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo di politiche e quadri normativi, per stabilire e attuare sistemi efficaci di sicurezza alimentare al fine di garantire che i produttori alimentari e i fornitori lungo tutta la catena alimentare operino in maniera responsabile e forniscano alimenti sicuri per i consumatori. Il cibo può essere contaminato in qualsiasi punto della produzione e della distribuzione, e la responsabilità principale ricade sui produttori alimentari. Eppure la gran parte dei casi di malattie trasmesse dagli alimenti è causata da cibi preparati in modo non corretto o improprio a casa, negli stabilimenti dei servizi di ristorazione o nei mercati. Non tutti gli operatori del settore alimentare e i consumatori comprendono il ruolo che devono svolgere, come ad esempio l'adozione di pratiche igieniche di base per l'acquisto, la vendita e la preparazione di alimenti per proteggere la loro salute e quella della comunità.

Coloro che manipolano gli alimenti e i consumatori possono:

• conoscere il cibo che consumano (leggere le etichette sulle confezioni di cibo, fare una scelta informata, familiarizzare con i rischi alimentari comuni);

 • gestire e preparare il cibo in modo sicuro, praticando "Le Cinque chiavi dell'OMS per alimenti più sicuri" a casa oppure, in caso di vendita, nei ristoranti o nei mercati locali;

• coltivare frutta e verdura utilizzando “Le Cinque chiavi dell'OMS per alimenti più sicuri" per ridurre i rischi legati alla contaminazione microbica.

Ecco i “Cinque punti chiave per alimenti più sicuri”

1.      Abituatevi alla pulizia

2.      Separate gli alimenti  crudi da quelli cotti

3.      Fate cuocere bene gli alimenti

4.      Tenete gli alimenti alla giusta temperatura

5.      Utilizzate solo acqua e materie prime sicure

 

08/04/2015

Gastronomia Valdarnese Snc - news

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